Diversity in azienda: dalla tattica alla strategia.

Una visione di lungo periodo ed una prospettiva di reale sostenibilità degli ambienti lavorativi, è da tempo associata ad una maggiore produttività ed a una migliorata resilienza davanti a possibili difficoltà o sfide. Da questo punto di vista è diventata imperativa una maggiore attenzione alla diversità all’interno dell’azienda: un tempo questa attenzione era principalmente legata ad una gender-balance nelle assunzioni, tuttavia oggi si prospettano scenari molto più stratificati, che coinvolgono le disabilità per esempio, ma anche una lunga serie di diversità secondarie.

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Anche le aziende che non dispongono di un diversity manager, incontrano la gestione della diversità fra le priorità dei loro HR, in particolare per indirizzare nel modo corretto la policy di employer branding e l’attrattiva che l’azienda può avere su nuovi talenti, ma anche per trarre vantaggio da una crescente complessità del tessuto organizzativo; nonostante queste premesse non sempre le aziende italiane sembrano al passo con i trend internazionali.

Secondo il Diversity Management Lab di Bocconi, in Italia un’azienda su 5 adotta strategie di diversity management, purtroppo il corrispettivo europeo è più del doppio, attestandosi attorno al 45% (dato riferito a 150 aziende con più di 250 dipendenti). Le aziende con più di mille dipendenti tuttavia, sembrano molto più allineate con l’attenzione che il tema ha fuori dai nostri confini: quì le italiane “virtuose” sono infatti il 46%. Il dato che risulta più interessante in ogni caso, arriva dalla società di consulenza McKinsey la quale stima un incremento di performance del 57% per quelle aziende che migliorano le relazioni umane dei loro team, rendendoli più inclusivi e “diverse”.

Come suggerito anche dagli esperti della Bocconi in materia di diversità, oltre ad accorgimenti di tipo organizzativo ed occupazionale, è fondamentale agire sulla cultura aziendale. Simona Cuomo, Leadership professor, Lead coach e coordinatore del Diversity Management Lab di Sda Bocconi, suggerisce di “rivisitare la cultura aziendale” anche attraverso momenti di sensibilizzazione e formazione partecipati.

«La Diversity & Inclusion attiva un percorso virtuoso per le aziende, generando fiducia, fedeltà e passaparola positivo», come dice Sandro Castaldo, Presidente del Comitato Scientifico del Diversity Brand Summit. “L’impegno delle aziende è percepito e valutato da consumatrici e consumatori, che scelgono i marchi da acquistare con crescente consapevolezza. Un brand inclusivo incontra la sensibilità e le preferenze del mercato finale, registrando un impatto concreto nelle performance di business.”

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