Stakeholders

Per anni, la prassi aziendale standard è stata quella di investire e sviluppare programmi di Responsabilità Sociale e Sostenibilità con il minimo coinvolgimento di coloro che influenzano materialmente: clienti, fornitori, dipendenti, comunità locali, investitori e altri, ovvero gli stakeholder.

Più recentemente, la CSR è stata riconosciuta come un’area in crescita per la creazione di valore strategico per le aziende, e così quasi tutte le grandi società dicono di avere un programma CSR.

Il gruppo più focalizzato di aziende concretamente attive in ambito CSR, spende circa 50 milioni di dollari l’anno, ma sorprendentemente l’impegno delle parti interessate è spesso considerato secondario, non essenziale, nell’agenda della CSR.

long-pushbar-richiedi-progetto-personalizzato-gratis

L’approccio di coinvolgimento “tick-the-box”
La maggior parte dei programmi di coinvolgimento degli stakeholder oggi sono approcci tick-the-box, in pratica si tratta di pulirsi la coscenza su due aspetti e ritenere che il lavoro finisca lì.

Il primo aspetto è l’ascolto: un’indagine di massa ed incontri intermittenti in tavole rotonde.

Il secondo aspetto è la promozione: bilanci sociali e di sostenibilità sui successi dell’anno precedente, combinati con un invito a fornire feedback o un altro sondaggio.

Fare un sondaggio non è né personale né piacevole, né crea alcun senso di connessione emotiva con l’azienda.
Non solo ci sono problemi con questo modello d’azione, in termini di costi o rischi, ma così le aziende perdono almeno l’80% del valore che potrebbero derivare da questi programmi.

Nel panorama odierno 24/7, sempre in movimento, le informazioni sono onnipresenti. I media sono in qualsiasi luogo (e qualsiasi attore può diventare a sua volta media), la fiducia è un difficile guadagno e la reputazione di un’azienda è nelle mani dei suoi stakeholder.

Cosa significa questo per gli affari?

Il coinvolgimento delle parti interessate non è più facoltativo per le imprese che desiderano rimanere forti.

“Le aziende nel prossimo futuro si troveranno a occuparsi di diverse realtà aziendali: stakeholder più sofisticati, informati e coinvolti, modelli collaborativi di governance e decision making tra le reti di stakeholder. L’aspettativa sarà che le aziende abbiano la competenza tecnologica per rispondere istantaneamente a ciascuna delle loro preoccupazioni”.

Sunny Misser, CEO di AccountAbility

Fa riflettere vero?!

Gli osservatori internazionali più accreditati dicono che la CSR 2.0 sia proprio quella che riesce ad integrare gli stakeholders direttamente sul campo: questa sarà la chiave per un’autentica sostenibilità dell’azienda. Sembra purtroppo che siano ancora molto poche quelle realtà corporate dove la presa di coscienza abbia già sortito risultati operativi oggettivi.

Eric Olson, responsabile del coinvolgimento degli stakeholder presso BSR, riferisce che alcune aziende sono alla ricerca di modi per rendere il coinvolgimento delle parti interessate un esercizio generativo, innovativo e collaborativo. Hitachi è un esempio. Olson ha dichiarato: “I nostri clienti non solo stanno cercando di raggiungere i loro obiettivi di business ma anche di acquisire credibilità con i loro stakeholder. Oggi sta diventando più importante generare vero valore piuttosto che solamente ingraziarsi gruppi di stakeholder”.

Se le aziende non sono coinvolte con i loro stakeholder, possono sostenere una serie di costi o rischi. Se si confrontano questi costi e rischi con i vantaggi e le opportunità, si ottiene una formula chiara del valore aziendale.


pushbar-csr-cafe-civicamente-maggiori-info

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to Top